Maurice Ravel
Maurice Ravel nacque nel
1875 a Ciboure nei pressi di Biarritz, ai confini con la Spagna.
All'età di sette anni iniziò a suonare il piano incoraggiato dei
genitori che lo iscrissero al Conservatorio di Parigi consentendogli
di studiare per quattordici anni sotto la direzione Gabriel Fauré.
Terminati gli studi nel 1905, Ravel aveva già scritto alcune delle
sue composizioni più significative, tra le quali la Habanera
per due pianoforti e la Pavane pour une infante défunte.
Nel 1901 si classificò secondo al Prix de Rome, ma nei
due anni seguenti si ripresentò al concorso senza tuttavia esservi
ammesso. L'episodio provocò feroci polemiche, data la notorietà
già raggiunta da Ravel, ritenuto tuttavia dalla critica del tempo
un epigono di Debussy: un equivoco che lo accompagnerà per molti
anni.
In realtà, sebbene influenzato dall’opera di Debussy, il mondo
musicale di Ravel si delineò ben presto in netta opposizione con
l’impressionismo debussiano. Nel 1906 terminò la Rapsodie
Espagnola per orchestra e nel 1908 scrisse i due gioielli
pianistici Gaspard de la nuit e Ma mère l’Oye.
Sino al 1914 la sua attività continuò molto intensa: mentre
collaborava come critico musicale a giornali e riviste, compose
una delle sue opore più importanti, i Trois poèmes de Mallarmé
(1913).
La grande guerra gettò Ravel in un profondo turbamento: chiese
di essere arruolato come autista nell’esercito francese. Nel 1916
fu tuttavia congedato per la sua debole costituzione fisica. Tornato
a Parigi, riprese a comporre portando a termine Le tombeau
de Couperin (1917) e recuperando un vecchio progetto, il
poema coreografico La Valse, una delle più raffinate
tra le sue partiture.
Scomparso Debussy nel 1918, Ravel era ormai riconosciuto come
il più grande compositore francese vivente e veniva invitato all’estero
anche come pianista e direttore d’orchestra delle sue opere. Nel
1922 fu a Londra e Venezia, nel 1926 in Scandinavia e Inghilterra
e nel 1928 in Canada e Stati Uniti, dove, tra l’altro, incontrò
G. Gershwin.
L'interesse per la musica spagnola portò intanto Ravel a tentare
un affresco in cui un ritmo costante e monotono viene scelto come
base strutturale per una raffinata varietà timbrica degli strumenti:
nasceva il Bolero (1928), che divenne in breve tempo
uno dei brani più popolari del Novecento. Nel 1931 videro la luce
due capolavori assoluti: il Concerto pour la main gauche
e il Concerto in sol. A partire da quel periodo, tuttavia,
il musicista fu tormentato da crescenti disturbi cerebrali, conseguenze
di un incidente automobilistico, che si aggravarono significativamente
nel 1933. Nel dicembre del 1937, dopo molte esitazioni, decise
di sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico, spegnendosi
tuttavia pochi giorni dopo.
Tra i suoi allievi si ricordano Maurice Delage e Ralph Vaughan
Williams.
La scelta
dei brani
Bolero
La composizione, commissionata dalla celebre ballerina russa Ida
Rubestain, poggia su un ritmo ostinato di danza spagnola ed è
costruita su due sole frasi musicali ripetute con ossessionante
immobilità di melodia e tonalità. Il Bolero andò
in scena a Parigi nel novembre 1928 e, malgrado la provocatorietà
del balletto, ottenne un clamoroso successo. Ravel precisò:
“Tanto il tema quanto l'accompagnamento sono di mia invenzione,
benchè abbiano entrambi un carattere spagnoleggiante. Ho
sempre avuto un debole per tutto ciò che riguarda la Spagna.
In effetti sono nato vicino al confine, e poi c'è un'altra
ragione: i miei genitori si sono conosciuti a Madrid”.
Ma mère l’Oye
Raccolta di “cinque pezzi infantili”, la versione
orchestrale composta nel 1911 si è guadagnata una fama
intramontabile. Tuttavia la versione originale è quella
per pianoforte a quattro mani pubblicata nel 1910 ed è
dedicata a Mimie e Jean, figli dei signori Godebski, intimi amici
di Ravel. La raccolta trasse l’ispirazione da alcune fiabe
francesi del XVII secolo. In una lettera indirizzata alla giovanissima
Jeanne Leleu, prima interprete della raccolta, Ravel scrisse:
“Mille volte grazie per la vostra esecuzione infantile e
spiritosa di Ma mere l'Oye, e credete, signorina, ai sentimenti
di riconoscenza del vostro devoto Maurice Ravel.”
Introduction et Allegro
Introduction et allegro
per arpa, flauto, clarinetto e quartetto d’archi fu
composta molto velocemente nel giugno del 1905. La ditta Erad
aveva commissionato il lavoro a Ravel per sostenere le vendite
di una nuovo modello di arpa con pedale. L’opera è
considerata a torto una produzione minore del compositore francese.
Ravel scrisse in una delle sue lettere: “Sono stato terribilmente
occupato per un po’ di giorni prima della mia partenza a
causa di un brano per arpa commissionatomi dalla ditta Erad. Una
settimana di frenetico lavoro e tre notti in bianco mi hanno permesso
di terminarla, nella buona o cattiva sorte”.
Rapsodie Espagnole
La prima versione della Rapsodia per due pianoforti fu composta
durante l’estate del 1907, rapidamente seguita da una celebre
trascrizione per orchestra. L’opera riflette la profonda
influenza dell’eredità musicale spagnola che gli
fu trasmessa dalla madre di origini basche. Parlando di Habanera,
scritta originariamente per due pianoforti nel 1895, Ravel precisò:
“Ritengo che quest'opera contenga in embrione diversi elementi
che sarebbero apparsi predominanti nelle mie composizioni successive.”
La Valse
Questo “poema coreografico”,
commissionato in origine da Sergej Diaghilev, fu composto tra
il dicembre del 1919 e l’aprile del 1920. La prima versione
per pianoforte a due mani fu ben presto sostituita da una seconda
versione per due pianoforti, accuratamente elaborata; di quest’ultima
fu effettuata la trascrizione orchestrale che ha reso celebre
l’opera. Dal soggetto di Ravel per il balletto si legge:
"Nubi turbinose lasciano intravedere, a squarci, coppie che
danzano il valzer. A poco a poco le nubi si dissolvono:si ravvisa
una sala immensa, popolata d'una folla vorticante. La scena si
fa via via più nitida. Al fortissimo brilla improvvisa
la luce dei lampadari. Una corte imperiale, 1855 circa".
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