Alessandra Celletti
The Golden Fly
 

"A pochi mesi di distanza dal precedente Chi mi darà le ali la pianista romana torna con un nuovo capolavoro superandosi... musica rivelatrice di visioni, intima e gonfia di emozione. Irresistibile, commovente estatica, contemplativa. Pochi i pianisti così dotati: alcuni momenti ricordano il migliore George Winston o l'intensità espressiva di Friedrich Gulda. Il susseguirsi dei brani forma un unico, intenso racconto per stanze nelle quali sfumature di colori conducono a vibrazioni sempre più intense.
Un disco prezioso, veramente d'oro".
Massimo Marchini - Rockerilla - Dicembre 2007


" Matrice romantica certamente, della musicista romana, di un romanticismo decantato, filtrato attraverso gli alambicchi di Ravel e delle sue sorprendenti, crudeli favole, lungo gli amati labirinti e gli inesausti crepuscoli di Erik Satie.
Che altro? Parlare anche di Debussy e delle sue Images? Citare financo le variazioni, il 'giro' infinito, la spirale un po' jazz di Keith Jarrett? Perché no? Abbiamo padri e antenati che ci han preso per mano e condotti nel giardino nascosto dei nostri quotidiani deliri. Laggiù Alessandra Celletti ha trovato la sua strada, la sua geografia, il suo Atlante di sogni e di luci".
Luigi M. Bruno, Ex-art, Dicembre 2007


"Sedici composizioni della stessa pianista che evidenziano il legame con l'impressionismo francese e il minimalismo ma anche uno stile personale, nel quale l'emotività e l'elemento melodico hanno un ruolo decisivo."
Club il Diapason - Dicembre 2007



"Pianismo colto nel solco della musica iterativa e da meditazione".
Music on TNT - Dicembre 2007

"Un disco prezioso per palati fini".
Sonar Music - Gennaio 2008


“Un nuovo volo di fantasia, leggero, vibrante… poesia colta nella sua trasparente lievità. Una mobilità ondulatoria dal fascino discreto nella sequenza di cinque The Golden Fly, nella leggera, pensosa suite Metals dedicata a sette metalli, sonori nelle loro iridescenze, e a tre paesaggi dell'anima di The Silk Road. La sintesi potrebbe essere cristallizzata in Talking To Satie, una pagina incantata dedicata all'amato Mentore"
Umberto Padroni - Suono - Febbraio 2008


“Un album sensibile e ispiratissimo.”
Rock Shock - Febbraio 2008


“Un album raffinato e ombroso.”
Mondo Jazz - Gennaio 2008


 


 


 

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